Risiede in Franciacorta, provincia di Brescia (Italia), dove svolge la sua attività Musica, testi e canzone.

Vientos del Sur: Hugo Trova y Angel Galzerano in Concierto

Posted by admin On septiembre - 8 - 2010
Hugo Trova y Angel Galzerano

Hugo Trova y Angel Galzerano

Domingo 12 settiembre Hugo Trova y Angel Galzerano in Concierto ore 21.00

Via Mazzini Paderno F.C (BS) Sede della associazione Arcobaleno (BS) Italia

Domenica 12 settembre suonerò con un caro amico che è il cantautore uruguaiano Hugo Trova.

Il concerto si chiamerà “Vientos del Sur” E’ già un pò di tempo che conosco Hugo ed è da quando ci siamo conosciuti che aspettavamo questo momento; provo grande piacere nel condividere il palco con lui e di accoglierlo nel mio piccolo paese, Paderno Franciacorta.

Oltre il fatto l’avere la stessa nazionalità ci lega la musica popolare e d’autore del Uruguay e l’amore per la musica d’autore italiana. E questa sarà l’ocasione di fare ascoltare la nostra musica insieme al publico italiano. Hugo ha, come si può capire dal suo cognome, sangue italiano nelle vene come me e come ha praticamente la metà della popolazione del Uruguay.

Questo aiuta a capire a chi non la conosce la nostra musica, musica meticcia. Montevideo è una città di porto; e come tutte le città con questa caratteristica è un punto d’incontro con altre culture.

Musica con forte influenza europea come lo è il Tango nata con l’arrivo degli emigranti europei ma anche africana come il Candombe, nata con l’arrivo degli schiavi africani. La musica latinoamericana è un punto d’incontro tra europei, africani e indigeni. Ed è propio questo che la rende affascinante , sensuale e suadente, poesia che si può ballare.

Domingo 12 de setiembre Hugo Trova y Angel Galzerano en Concierto

El domingo 12 de setiembre tocaré con un querido amigo, el cantautor uruguayo Hugo Trova.

El concierto se llamará “Vientos del Sur”. Hace ya bastante tiempo que nos conocemos y desde el momento de nuestro encuentro se habló de hacer un recital juntos. Para mí es un grande placer compartir el escenario con él y principalmente que esto suceda en el
pueblo donde vivo: Paderno FranciaCorta.

Mas allá del hecho obvio de nuestra común nacionalidad me unen muchas cosas con Hugo; cosas como el amor a nuestra música de autor y popular pero también a la música de autor italiana.

Y esta será una buena ocasión para que, juntos, toquemos nuestra música para el publico italiano.

Hugo tiene como yo y como prácticamente medio Uruguay, sangre italiano en las venas.

Esto ayuda a conocer y entender mejor nuestra música para aquellos que no la conocen, una música mestiza.

Montevideo es una ciudad con un grande puerto y como todas las ciudades con esta característica es un punto de encuentro entre varias culturas.

Música con fuerte influencia europea, como lo es el Tango, nacida con la llegada de los emigrantes en el Rio del la Plata. Pero también africana como lo es el Candombe che se instala en Montevideo con la llegada de los esclavos.

La música Latinoamericana es un punto de encuentro entre europeos, indígenas y africanos.

Y es esto que hace sí que sea música sensual, fascinante y al mismo tiempo poesía que se puede bailar.

Imágenes del recital en Uruguay – Kalima Pub

Posted by admin On julio - 27 - 2010

Montevideo la ciudad donde nace todo

El martes trece de julio tuve el placer de hacer un recital en el “Kalima Pub” de Montevideo y fue otra ocasión de llevar mi música allá donde nace todo o casi todo este sentir que me hace escribir mis canciones.

Fue una linda noche donde cada lugar del Pub fue tomado por aquellos que, desafiando una fría noche montevideana, vinieron a escuchar a este cantautor que vive entre Uruguay e Italia habitando con letras y notas el espacios y el tiempo.

Me sorprendí más de una vez, durante el espectáculo, agradeciendo en italiano con un natural “Grazie” y a veces intercalando palabras en italiano durante las presentaciones de las canciones. Eso seguramente habla por el tiempo y la distancia pero también canté muchas canciones en italiano que la gente aplaudió con un gran afecto.

Esto habla de que ya no tengo solo una patria sino dos y que mi esencia está formada por dos mundos no tan distantes entre sí. Mi patria y la de mis padres unidas en una…

Cada canción encontró su justo lugar colmando distancia y ausencia. Otra vez la poesía y la magia del encuentro nos donó su presencia…!

Ancora una volta la poesia e la magia del incontro ci donò la sua presenza

Martedi tredici luglio ho avuto il piacere di fare un concerto nel “Kalima Pub” di Montevideo ed è stata un’altra occasione in cui ho portato la mia musica là dove è nato ciò che mi fa scrivere le mie canzoni.

E’ stata una bella serata dove ogni posto del pub è stato occupato da coloro che, sfidando una fredda sera montevideana, sono venuti ad ascoltare questo cantautore che abita tra l’Uruguay e l’Italia, e che, questo suo abitare è anche scrivere note e parole.

Mi sono sorpreso a me stesso ringraziando il publico a fine canzone in lingua italiana. Mi capitò diverse volte di pronunciare, senza accorgermi, parole in italiano nei miei racconti di presentazione.

Questo fatto parla sicuramente del tempo trascorso in Italia. Ho cantato molti brani in italiano che la gente ha apprezzato con molto affetto. Anche questo secondo me parla del fatto che ormai le mie patrie sono due e che la mia essenza ormai è fatta da due mondi non lontani tra loro.

La mia patria e quella dei miei genitori unite in una…Ogni brano ha trovato la sua giusta collocazione rendendo vana la distanza e le assenze.

Ancora una volta la poesia e la magia del incontro ci donò la sua presenza…!

Angel Galzerano en Uruguay: Kalima Pub Montevideo

Posted by admin On julio - 12 - 2010

El martes 13 de julio hora 21:30, Angel Galzerano en concierto

Lugar: KALIMA Pub
Dirección: Durazno 1952 esq. Jackson
Reservas: 094725896

En mi Montevideo natal, junto a mis familiares y amigos, trataré de trasmitir con mi música, todo el sin número de emociones que me embargan al estar después de tres largos años lejos … y así poder atesorar aún más en mi alma , las cosas que me despierta el “paisito”.

Angel Galzerano

La Montevideo che avemmo

Posted by admin On junio - 17 - 2010

Talvolta, quando vedo un bambino che gioca, mi ritrovo, tutto ad un tratto, nel mio vecchio quartiere, un quartiere operaio della periferia di Montevideo. Lo chiamavano con diversi nomi : per i più generosi era “La cruz de Carrasco” o “Jardines de Carrasco”, per gli ironici “El barrio de la humedad” (il quartiere dell’umidità) o “La palangana” (parola difficile da tradurre).

Tali nomi erano dovuti al fatto che il quartiere sì allagava anche se pioveva soltanto per pochi giorni.Molti dei suoi abitanti erano italiani o d’ origine italiana e forse per questo motivo le sue strade avevano il nome di località d’ Italia: calle Salerno, Etna, Agrigento, Avenida Italia.

Avenida Italia era la linea di confine tra noi e Carrasco, ricco quartiere di lussuose ville e di verdi giardini.

Noi avevamo tutto ciò che può offrire un barrio e forse di più: un campo da calcio,una bottega di generi alimentari, fermate d’autobus,larghe strade alberate che conducevano al mare ed infine un bellissimo parco (El parque Rivera) con un lago e quattro piccole isole. Ma forse gli elementi più caratteristici erano i suoi abitanti che si portavano addosso molto della loro nazione d’ origine.

C’era Franco, che ogni domenica mattina metteva sulle finestre di casa le casse del suo stereo per fare ascoltare musica italiana ai vicini che sembravano gradire questo comune ascolto ;c’era Amerigo che d’estate faceva il gelato e , per la gioia di noi bambini ,ci invitava a consumarlo con lui.

Vittoria,signora anziana dai capelli bianco argento, che era sua madre e un po’ anche la nostra ed era piena d’ affetto nei nostri riguardi.

Ricordo anche un fisarmonicista, che suonava sempre sotto l’albero di casa sua ed era l’ ospite d’ onore delle feste, la signora Rosa, la fruttivendola , che a volte ci regalava la frutta.

Insomma,c’era molta Italia in questo posto ed ovviamente molta evocazione e nostalgia.
E noi bambini facevamo diventare questa nostalgia desiderio di conoscere quel luogo di cui tanto sentivamo parlare.Nei nostri pensieri era un luogo ideale dove abitavano nonni,zii ,cugini e altre persone che ormai ci sembrava di conoscere.

A volte, quando i compaesani viaggiavano arrivavano regali e tutto si trasformava in festa e non ci sembrava strano voler bene a qualcuno che non avevamo mai incontrato.

Qualche anno dopo incominciò il declino economico di questi posti dove prima regnava stabilità, dove i suoi abitanti erano stati preservati dalle guerre e la miseria di Europa, e dove gli stranieri erano venuti cercando una terra promessa che li accogliesse e la possibilità di riprendersi la propria dignità.

Così diventammo nostro malgrado anche noi emigranti di seconda generazione e abbiamo ricominciato da capo tutto ciò che vissero i nostri genitori, riuscendo a sentire,questa volta sulla nostra pelle, quello che loro avevano vissuto.

Comunque il nostro barrio è rimasto là,cristallizzato nella nostra mente, quasi come se aspettasse il nostro ritorno.

E ogni volta che possiamo tornare è un ritorno felice; le strade sono un po’ più piccole di come le ricordavamo ma ogni angolo sembra riconoscerci e ogni volta rivederlo è rivivere la nostra storia, è sognare per un po’ che quelle feste da bambini, al nostro arrivo possano riprendere e dimenticare per un momento che la’ , dove il nostro destino di emigranti ci porterà,noi cercheremo anche senza saperlo il barrio delle larghe strade alberate che guardano verso il mare.

Vicino alla prima casa della nostra via c’era una falegnameria dove viveva e lavorava un falegname di cui ricordo il volto ma non il nome e nonostante il tempo trascorso, in me è rimasto presente il suo lavoro più originale.

Lentamente,tra un lavoro e l’ altro, asse dopo asse prese forma davanti alla sua falegnameria una splendida barca di colori vivaci e sgargianti.

La barca ultimata copriva l’ intera facciata della officina,e così ,nel giro di poco tempo,il nostro quartiere diventò “el barrio del barco” , una indicazione precisa per chi volessi trovarti.

Molte volte la barca colorata diventava il trasporto della nostra immaginazione e nei nostri sogni partivamo per ignote destinazioni, combattendo pirati crudeli e inseguendo mitici mostri marini .

Usurata dal tempo , il sole e la pioggia la resero un’ immagine malinconica (poche cose trasmettono più malinconia che una nave ancorata a terra) ,quasi una metafora della vita; un mancato appuntamento con ciò che avrebbe giustificato la sua esistenza: il mare.

Nessuno seppe mai perché il falegname la costruì.
Oggi la ricordo con un po’ di nostalgia per quegli anni trascorsi a far volare aquiloni e a compiere viaggi inseguendo il vento; mi piace credere che il suo costruttore abbia pensato di poter un giorno prendere
Il largo con la sua barca e far ritorno a quel luogo che, nella sua giovinezza, lo aveva visto partire.

Angel Galzerano